“Il corpo non tace”: quando il teatro diventa voce e coscienza

In scena lo spettacolo "Circe. Il corpo non tace": con la regia di Filomena D'Aniello e la partecipazione degli studenti della prima ACS dell'IIS Enzo Ferrari

Martedì 17 marzo, nella palestra grande dell’istituto, la classe prima ACS dell’indirizzo professionale Servizi culturali e dello spettacolo ha dato vita a uno spettacolo intenso e coraggioso, capace di trasformare lo spazio scolastico in un luogo di riflessione, emozione e consapevolezza.

Circe. Il corpo non tace, questo il titolo dello spettacolo, che nasce come percorso teatrale dedicato alla violenza di genere, alla responsabilità individuale e alla costruzione di una cittadinanza consapevole. Un tema complesso, affrontato con maturità sorprendente da studenti del primo anno, protagonisti di una performance potente in cui non hanno esitato a mettersi in gioco.

La locandina dello spettacolo, progettata e realizzata dagli studenti

La regia, affidata alla professoressa Filomena D’Aniello — ideatrice dell’intero progetto — ha guidato i ragazzi in un lavoro corale, in cui ogni gesto, ogni movimento e ogni parola sono diventati parte di un linguaggio scenico essenziale ma profondamente evocativo. La docente non si è limitata alla conduzione registica, ma ha scelto di partecipare anche come interprete, condividendo la scena con gli studenti in un dialogo continuo tra guida e partecipazione.

La scenografia dello spettacolo ha sostenuto il coinvolgimento del pubblico, chiamato a confrontarsi con simboli forti: corpi sollevati e sostenuti dal gruppo, la corda rossa che avvolge e imprigiona, le scarpe rosse disseminate sul pavimento come segni di memoria e denuncia, ispirate alle Zapatos Rojos di Elina Chauvet. Il corpo, appunto, diventa il centro della narrazione: corpo che subisce, corpo che resiste, corpo che si libera. Un linguaggio fisico che supera la parola e la rende più incisiva.

Particolarmente significativo è stato il momento finale, in cui gli studenti hanno esposto cartelli con parole chiaveGrazie, Scusa, Coraggio, Perdonami, Parità, Resilienza, Forza, Vivere, Guarigione, Libertà, Speranza, Ti amo, Cura, Protezione, Amami, Sostegnocomponendo una sorta di manifesto collettivo, semplice ma potente, capace di restituire il senso profondo del percorso affrontato.

Il lavoro della classe prima ACS si è distinto per la capacità di costruire un racconto unitario, in cui ogni studente ha trovato spazio e ruolo, contribuendo a un’espressione corale autentica. Non un semplice spettacolo, ma un’esperienza condivisa, in cui formazione, arte e cittadinanza si sono intrecciate in modo concreto.

A conclusione della rappresentazione, le parole della Dirigente Scolastica hanno colto pienamente il valore dell’esperienza:

Ogni parola, ogni gesto di liberazione e di vita che gli studenti ci hanno mostrato vorrei che rimanesse scolpito nel cuore, loro e nostro, come storia di questa classe – e di questa scuola. Tutto quello che avete comunicato dobbiamo tenerlo dentro e farlo fruttare. Non voglio aggiungere altro alle tante cose che avete detto, se non la gratitudine per un’intuizione che diventa storia.

Un riconoscimento che sottolinea come questo progetto non sia stato solo un momento performativo, ma un passaggio significativo nel percorso educativo della scuola.

Circe. Il corpo non tace ha dato voce a ciò che spesso resta inascoltato, dimostrando che anche in un contesto scolastico è possibile fare teatro autentico, che apre alla riflessione, che coinvolge e lascia un segno duraturo. E soprattutto ha mostrato che gli studenti, quando sono guidati con passione e competenza, possono trasformare la scena in uno spazio di verità.