“Com’eri vestita?” All’IIS Enzo Ferrari la mostra itinerante per il contrasto alla violenza sulle donne

Dal 2 al 13 febbraio, IIS Enzo Ferrari ospita la mostra sul tema della vittimizzazione secondaria, in collaborazione con l'associazione Libere Sinergie

Dal 2 al 13 febbraio 2026 l’Istituto Enzo Ferrari ospita la mostra itinerante “Com’eri vestita?”, nell’ambito delle iniziative dedicate all’educazione alla legalità e al contrasto alla violenza sulle donne.

La mostra affronta un tema delicato e urgente: la vittimizzazione secondaria, ovvero quel meccanismo culturale che porta a colpevolizzare la vittima di violenza sessuale attraverso domande come “com’eri vestita?”, suggerendo implicitamente una responsabilità della persona che ha subito l’aggressione.

Il progetto nasce negli Stati Uniti nel 2014 con l’esposizione What were you wearing? ideata da Jen Brockman e Mary A. Wyandt-Hiebert. Dal 2018 è portato in Italia dall’associazione Libere Sinergie, che ha adattato il format originale raccogliendo testimonianze italiane e costruendo un percorso espositivo capace di parlare ai territori, alle scuole e alle comunità. Sul sito dell’associazione è possibile leggere il Poema di  Mary Simmerling che ha dato ispirazione all’allestimento.

Negli anni la mostra ha attraversato numerose città e contesti culturali, ricevendo il patrocinio del Dipartimento per le Pari Opportunità, della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Camera dei Deputati. Durante la pandemia il messaggio è stato rilanciato anche attraverso video realizzati in collaborazione con Amnesty International Italia nell’ambito della campagna #iolochiedo.

L’arrivo della mostra all’IIS Enzo Ferrari si inserisce nel quadro delle iniziative educative 2025-2026 promosse sul territorio della provincia di Monza e Brianza, con l’obiettivo di sensibilizzare le giovani generazioni al rispetto, alla consapevolezza e alla cultura del consenso.

Gli studenti protagonisti dell’allestimento

Ciò che rende l’edizione ospitata dal Ferrari particolarmente significativa è il coinvolgimento diretto degli studenti nella costruzione della mostra.

Le classi 4 GCA, 4 ACS e 5 BMT hanno partecipato non solo all’allestimento, ma anche alla progettazione dei contenuti comunicativi e multimediali, trasformando la mostra in una vera esperienza didattica condivisa.

Su proposta dei docenti, gli studenti hanno scelto in modo autonomo gli abiti da collocare sui manichini, vivendo in prima persona la responsabilità simbolica e comunicativa dell’esposizione. Questa scelta ha permesso loro di entrare in relazione più profonda con il messaggio della mostra, non come semplici osservatori, ma come costruttori dell’evento.

Video e comunicazione interna

Accanto all’allestimento fisico, gli studenti hanno prodotto materiali originali che accompagneranno l’esposizione per tutta la sua durata:

  • due video:
    • un reel
    • un video in loop proiettato sui monitor delle aree comuni;
  • poster informativi esposti accanto ai manichini, ideati e realizzati dagli studenti e ispirati alle testimonianze pubblicate sul sito di Libere Sinergie;
  • un lavoro di comunicazione diretta nelle classi, con presentazione dei contenuti dell’iniziativa a tutta la comunità scolastica.

In questo modo la mostra non resta confinata a uno spazio espositivo, ma diventa un progetto diffuso che attraversa la vita quotidiana della scuola.

Un’esperienza educativa e civile

“Com’eri vestita?” non è solo una mostra, ma un dispositivo educativo che invita a riflettere sui meccanismi culturali che giustificano la violenza e colpevolizzano le vittime.

Il coinvolgimento degli studenti nella produzione dei contenuti ha trasformato l’iniziativa in un percorso di apprendimento attivo, in cui linguaggi diversi – visivo, sonoro, digitale – si intrecciano per costruire consapevolezza e responsabilità.

L’esperienza dimostra come la scuola possa essere non solo luogo di trasmissione di saperi, ma anche spazio di cittadinanza, partecipazione e costruzione di senso.

Grazie al lavoro congiunto di studenti e docenti delle classi 4 GCA, 4 ACS e 5 BMT, la mostra ospitata all’IIS Enzo Ferrari diventa un esempio concreto di come un progetto culturale itinerante possa radicarsi nel territorio e trasformarsi in una vera esperienza collettiva di educazione alla legalità.

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